L’infiorata 2013 a Poggio Moiano

L’infiorata di Poggio Moiano nasce nel 1947, dunque – superato il mezzo secolo – si avvicina al traguardo della 70esima edizione. L’idea fu di Salvatore De Angelis il quale realizzò proprio in quell’anno, di fronte al suo portone di casa, il primo “quadro”: rappresentava la basilica di San Pietro ed un calice con sopra l’osta. Da allora l’infiorata di Poggio Moiano è divenuta un rito che si ripete anno dopo anno. Dal 2001, poi, essa ospita anche il Concorso Nazionale delle Infiorate d’Italia poiché lungo lo “stivale” italico sono numerosi i paesi in cui operano associazioni di infioratori e vengono realizzate le infiorate.

Infatti, la nascita dell’infiorata, almeno in epoca moderna e cristiana, risale al Rinascimento: la tradizione vuole che il 29 giugno 1625, ricorrenza dei SS. Pietro e Paolo, proprio di fronte alla basilica di San Pietro, Benedetto Drei, responsabile della Floreria vaticana, e suo figlio Pietro, ricorsero a “fiori frondati e minuzzati ad emulazione dell’opere del mosaico” per realizzare il primo quadro floreale. La moda prese rapidamente piede arrivando a coinvolgere anche il Bernini. Sappiamo anche che già in quel secolo l’infiorata aveva raggiunto i Castelli Romani – ed infatti ancora oggi quella di Genzano è particolarmente famosa – e, sebbene scomparve poi a Roma, prese vigore in molti altri luoghi.

L’infiorata ha poi sempre mantenuto uno stretto collegamento con le manifestazioni religiose, in particolare quella del Corpus Domini: sempre a Genzano, la prima infiorata per il Corpus Domini si tenne nel 1778. Una tradizione che poi ha preso piede in molti altri luoghi, particolarmente in Italia Centrale.

Probabilmente risulta evidente senza bisogno di dirlo, ma preparare un’infiorata non è una partita semplice: la predisposizione del materiale floreale, che si utilizza sia essiccato che fresco, richiede tempi lunghi ed impegna per mesi i maestri infioratori. La raccolta, il “piluccamento”, l’essiccamento ed il macinamento dei fiori sono tutte fasi che vedono coinvolti non solo gli artisti che realizzeranno l’opera ma anche parenti, amici e compaesani in genere. Negli ultimi anni poi – anche a causa del crescente costo dei fiori – la tradizione dell’infiorata si è andata aprendo all’impiego di nuovi materiali “in appoggio” ai fiori: trucioli di legno, sabbie, addirittura trucioli d’alluminio e quant’altro la fantasia individui come mezzo possibile. I fiori, comunque, rappresentano sempre l’ineguagliabile fonte di incredibili colori.

Le foto che accompagnano questo articolo, si riferiscono all’infiorata di Poggio Moiano di quest’anno e rappresentano le opere realizzate non solo dagli infioratori poggiani, ma anche da maestri infioratori provenienti da luoghi quali, Noto, Montefiore dell’Aso e Rocca Santo Stefano.

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