Fiano Romano: la storia

Il Fundus Fianus o Flavianus viene è riportato per la prima volta nel diploma di Lotario I dell’anno 840 che ne assegna la proprietà all’Abbazia di Farfa: dunque un’origine documentale molto antica, alto medievale, ma certamente la zona era abitata molto prima, in epoca etrusca e romana, come la storia della vicina Capena ci dimostra.

Nei secoli subito successivi non mancano le citazioni, alcune interessanti per la capacità di datare fatti specifici: nel 1081, una bolla di Papa Gregorio VII riconosce la proprietà del “Castellum” Flaianum al Monastero benedettino di S. Paolo fuori le Mura (evidentemente ormai, non si trattava di un semplice “fundus” ma si era già sviluppato un abitato con una qualche capacità difensiva). Già prima, comunque, il monastero doveva avere interessi a Fiano perché nel 1058 i conti di Galeria avevano donato ai monaci la Chiesa di “Sancta Maria ad Pontem de Flaiano” e quella di S. Biagio “infra castellum de Flaiano”

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Fiano Romano: l’arrivo degli Orsini

Passano i secoli e tra il XIV ed il XV gli Orsini acquistano Fiano dai monaci e la tennero fino al 1600, quando questi lo vendettero a Caterina de’ Nobili, madre del Cardinale Francesco Sforza, il quale nel 1607 ottenne il titolo di Duca di Fiano per Sforzino, suo figlio naturale.

fiano romanoNel 1621, Orazio Ludovisi, fratello di Gregorio XV e Governatore Generale delle armi e di tutte le milizie di Santa Romana Chiesa, comprò il Ducato per poi cederlo nel1690 a Papa Alessandro VIII, il quale lo regalò successivamente al nipote Marco Ottoboni, Generale delle Galere e della Marina Pontificia e Castellano di Castel S.Angelo. Gli Ottoboni furono signori di Fiano fino al 1897 quando vendettero sia il castello che i terreni.

Il Castello, oggi proprietà del Comune di Fiano, come possiamo attualmente ammirarlo è il frutto di una somma di interventi. A Niccolò III Orsini (1442-1510), uomo d’arme e capitano generale della Serenissima, dobbiamo, tra il 1489 ed il 1493, il principale di questi interventi con l’ampliamento della rocca medievale allora con l’inserimento di un palazzo rinascimentale in base ad un progetto di Giuliano da Sangallo. dal duca di Fiano Marco Ottoboni, il quale, alla fine del ‘600 aggiunse al castello aggiungendo l’ala prospicente Porta Capena e via Roma.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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