Nella vallata del torrente Aia, non lontanissimo da Vescovio, in epoca romana Forum Novum, in un’area da sempre “antropizzata”, si trova la chiesa rurale di Santa Maria del Piano. Da lì parte l’antica strada che di crinale in crinale conduce fino alla Porta Romana di Collevecchio.
Di Santa Maria del Piano, ci parla Carlo Grappa nel suo libro “Sabina Sacra e Civile:
“La chiesa, di origine medievale (sec. XI-XII), è situata a circa tre chilometri dall’abitato (di Collevecchio) lungo la strada che dal bivio conduce a Vescovio. Nel corso del sec. XVI essa venne restaurata “a fundamentis”; risalgono a quest’epoca gli affreschi che ancora ornano le pareti interne, tra i quali una bellissima “Madonna col Bambino”. Da un documento del sec. XVII risulta che per essa la popolazione di Collevecchio aveva “….una particolare devotione”, tanto che “….in certi giorni dell’anno vi si và anco processionalmente”. A pochi metri dalla chiesa, a testimonianza del grande interesse archeologico che riveste la zona, è situato un monumento sepolcrale costituito da un nucleo di tomba a torre costruito in calcestruzzi di piccoli detriti tufacei. Sino alla fine del secolo XIX l’acqua della vicina fontana, ritenuta miracolosa, era bevuta soprattutto dagli ammalati e dagli infermi”.
L’edificio sacro – che oggi necessita di urgenti restauri sia strutturali che degli affreschi in esso contenuti, prima che vadano persi per sempre – si compone di un’unica semplice navata ornata da sette affreschi, alcuni interi altri solo parzialmente conservati.
Ne spiccano certamente tre: sul lato sinistro della chiesa, una Madonna con Bambino posta all’interno di una cornice (anch’essa di affresco) e subito accanto una Madonna Incoronata che reca in braccio il Bambino il quale compie un gesto come per salutare i fedeli. Li adorano due santi, uno dei quali, recante le chiavi, è San Pietro. Dietro di loro, inginocchiato, un uomo che prega: forse il committente dell’opera ? Infine, sopra l’altare, è rappresentata la Crocefissione.
Curiosamente, un altro affresco sempre della Vergine con il Bambino è “nascosto” dietro l’altare la cui costruzione (evidentemente successiva alla realizzazione dell’affresco) lo ha come racchiuso in una nicchia, tant’è che è possibile vederlo attraverso un vetro posto sopra il piano dell’altare stesso. Il fatto che l’affresco sia dipinto a partire dall’attuale pavimento fino ad un’altezza di circa un metro dal livello del medesimo, lascia presupporre che il pavimento della chiesa sia stato ad una certo punto innalzato.
Dietro la chiesa sgorga ancora, da un fontanile, l’acqua un tempo ritenuta miracolosa: essa deve certamente essere eccezionalmente buona poiché ancora oggi è largamente utilizzata dagli abitanti della zona.
















