Il Bagolaro o Celtis australis (questo è il suo nome scientifico) è un albero formidabile. Infatti, almeno in Sabina, ha un sopranome molto divertente ovvero spaccasassi, per la forza delle sue radici che riescono a insinuarsi e trarre nutrimento anche da terreni duri e sassosi.
Bagolaro, invece, ha la sua etimologia nel latino baculum – ovvero bastone – forse perché si tratta di un’essenza molto indicata per la produzione
di attrezzi, di manici e per le lavorazioni al tornio. In particolare, la sua flessibilità lo rendeva ideale per la produzione di manici di frusta. Coerentemente con il termine latino, “bagola” in alcuni dialetti dell’Italia settentrionale significa proprio “manico”.
Un’ulteriore prova della considerazione che questo legno aveva per la realizzazione di manufatti. La corteccia, invece, era impiegata come colorante naturale per la tintura in giallo della seta e per la concia delle pelli.
Bagolaro: albero forte e maestoso
Forse la bellezza e la particolarità di questo albero sta nelle nervature possenti che ne caratterizzano il tronco. Quest’ultimo – piuttosto corto se confrontato alle dimensioni complessive della pianta – lascia presto spazio ad una chioma amplissima.
I rami principali hanno dimensioni importanti, sia per diametro che per lunghezza, mentre quelli secondari divengono penduli mano a mano che si va verso la loro estremità. La chioma è folta, maestosa, tondeggiante.
Notazione curiosa per un simile gigante, il bagolaro e assai versato per essere coltivato come bonsai.
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Il Bagolaro di Nerola
Per vedere di persona l’esemplare di Nerola, dovete recarvi presso l’azienda agrituristica Il Bagolaro in Loc. Silvestri lungo la Provinciale 28° che dalla frazione di Acquaviva conduce a Nerola.
www.ilbagolaro.it – info@ilbagolaro.it – T. 0774/64.40.29 – 348.47.25.529







